Intervista A Sara Gatti

Intervista A Sara Gatti

Oggi sono davvero lieta e felice di poter fare due chiacchiere con un’autrice italiana… ovviamente come al mio solito le ho fatto il terzo grado! Quindi che dire…  (Vi ho presentato Sara e il suo romanzo a questo link: qui). Ringrazio di cuore Sara per la sua disponibilità, per il suo tempo e per la sua gentilezza. ♥
Iniziamo!

intervista

1.  Da dove ha origine la tua passione per i romanzi?
È difficile trovare un momento preciso. Ho sempre amato leggere e immergermi nei racconti, ogni volta era ed è per me un nuovo viaggio. Più che passione per i romanzi in quanto genere letterario ho una passione per tutto ciò che è narrazione, partendo dalle storielle che ascoltavo da piccola prima di dormire, passando ai libri che poi ho iniziato ad acquistare compulsivamente appena ne avevo occasione.
2.  Esiste un libro che ha avuto una grande influenza nella tua vita?
Direi che ne esistono molti. Ogni libro che mi capita tra le mani mi racconta qualcosa, un sapere prezioso che faccio mio e lo rielaboro alla luce di quella che è la mia impronta. Alcuni mi colpiscono per la particolarità della storia o di un episodio nello specifico. Altri mi ammaliano per come sono scritti, per la bravura dell’autore. Per certi versi sono una ladra di libri.
3.    C’è uno scrittore/scrittrice che consideri il tuo mentore?
Sicuramente sì. Mi sono avvicinata a lei piano piano, quasi con diffidenza perché sapevo del suo modo estremo e forte di raccontare i fatti. Poi, quando ho letto per la prima volta un suo romanzo, me ne sono innamorata. Parlo di Oriana Fallaci, la più grande scrittrice italiana. Da lei ho appreso che la scrittura deve essere vera - puoi anche scrivere un fantasy, certamente – ma le emozioni che ci metti dentro devono essere reali, vere. Senza le emozioni non esisterebbe nulla. Ti devi arrabbiare quando scrivi, ti devi innamorare, devi odiare anche. Tengo sempre fisso in mente questo concetto ogni volta.
4.    Hai un luogo/stanza dove preferisci scrivere?
No, però sicuramente amo stare da sola quando scrivo. Alle volte ascolto la musica scegliendo i brani giusti che mi aiutino ed “entrare nella parte”, perché vivo intensamente quello che racconto. Altre volte preferisco il silenzio assoluto.
5.    Stili una scaletta prima di scrivere o vai dove ti porta il cuore?
Nessuna scaletta. Solitamente mi faccio un’idea di dove voglio arrivare e cosa voglio che accada. Abbozzo i personaggi principali e poi lascio che il resto venga da sé. Non nego che mi è capitato di parare il tiro e modificare parti sostanziali per riuscire a dare credibilità al tutto, ma la verità è che la storia sgorga da sola pagina dopo pagina.
6.    C’è stato un momento nella tua vita in cui hai deciso da oggi scrivo? O ti sei avvicinato alla scrittura piano piano?
Diciamo che, dopo aver passato lungo tempo a leggere storie altrui, ad immaginarmi finali alternativi del tipo “io avrei fatto così”, mi sono detta: perché non provo a scrivere qualcosa di mio? Così ho iniziato la prima stesura di quello che poi è diventato L’Ordine di Daasanach – Il Risveglio. In ogni caso ho sempre scritto qua e là brevi racconti e poesie che nella maggior parte dei casi sono rimasti chiusi in un cassetto.
7.    Parlaci della donna dietro ai libri. Chi sei nella vita quotidiana?
Bella domanda! Direi mamma, moglie, donna in egual misura. Tre entità che si contendono la supremazia assoluta!
8.    Hai pubblicato il romanzo, “L‘Ordine di Daasanach: Il Risveglio”, (che ho presentato qui e che vi consiglio). Ci sono recensioni positive online. Pensi che qualcosa di questo libro non sia arrivato ai lettori?
Sicuramente spero di aver scatenato delle emozioni nei miei lettori.
Ti posso dire però che c’è qualcosa in generale che non arriva quando si parla di fantasy, una sorta di diffidenza di base, come se questo genere fosse meno nobile degli altri. Da alcuni che hanno letto il mio libro mi sono sentita dire “Pur essendo un fantasy, è un romanzo complesso, pieno di sfaccettature. È accattivante e ti lascia una bella sensazione”. La domanda che mi sorge spontanea è: perché “Pur essendo un fantasy”?
9.    Per i personaggi ti sei ispirata a persone che ‘esistono’ davvero? Quanto c’è di te in loro?
Assolutamente sì. Tutto quello che scrivo, per quanto possa apparire fantastico, ha un solido fondamento di realtà. I personaggi del mio dark fantasy sono nati dall’osservazione scrupolosa del quotidiano. Ho rubato caratteristiche fisiche, atteggiamenti ed espressioni ad amici oppure a semplici passanti, che il caso mi ha fatto incrociare e che mi sono rimasti impressi. Qualcuno dice di essersi rivisto…io non confermo e non smentisco.
La passione, il dolore, il senso di abbandono, la speranza, la paura, l’amore sono sentimenti che ho provato e che ho messo dentro ai miei personaggi. Sono sentimenti che ognuno di noi ha vissuto e che ci accomunano. In un certo qual modo, tolta tutta la cornice fantastica del romanzo e tutto ciò che li rende soprannaturali, Sana, Matt e gli altri sono comuni ragazzi e ragazze che potremmo incontrare un giorno.
10. Perché il genere fantasy? Cosa ti lega a questo mondo?
Credo che il fantasy sia creatività pura, ti lascia libertà assoluta. Inoltre è il genere che in qualche modo ti ricollega al bambino che è in te.
11. Come ti è nata l’idea di questo romanzo?
Volevo raccontare una storia d’amore, ma non di quelle sdolcinate dove tutto va sempre bene e dove tutti sono sempre buoni. Volevo mettere nero su bianco più i difetti che i pregi, più il male che il bene. Poi, quasi in modo inaspettato, è diventato un dark fantasy.
12. Raccontaci l’emozione di vedere il proprio libro pubblicato.
È una grande soddisfazione sicuramente, la realizzazione di un sogno. La stessa emozione che si prova nel vedere un’opera finita, dopo settimane e mesi a soppesare e modificare ogni dettaglio. Personalmente il lavoro di revisione alle volte è logorante, perché sono eternamente insoddisfatta e alla ricerca della forma migliore, che inevitabilmente mi sembra di non raggiungere mai.
13. Nella tua biografia ci racconti che i tuoi primi romanzi sono brevi racconti e poesie. Cosa ti ha soddisfatta di più? Scrivere racconti o poesie?
Beh, direi che sono due cose completamente distinte anche se accomunate dal fatto che mi rappresentano, c’è sempre qualcosa di me in ciò che scrivo. La poesia la vivo in maniera ancora più intima e di getto. I componimenti escono in un battito di ciglia e raramente ci ritorno su per modificarli. Con la prosa è diverso: elaboro e rielaboro. Entro ed esco dai miei personaggi che hanno quasi una loro vita indipendente.
14. Consigliaci un libro non tuo.
Consiglierei il Ciclo di Avalon di Marion Zimmer Bradley perché con lei è iniziato il mio amore per il genere fantasy. Inoltre consiglierei di leggere i romanzi di Oriana Fallaci, in particolare Un Uomo e Un Cappello pieno di Ciliege per apprezzare il suo modo viscerale di approcciare alla scrittura. Per capire cosa voglia dire scrivere con il cuore e con l’anima.
15. Qual è il tuo prossimo passo?
Sono in piena stesura del sequel de L’Ordine di Daasanach – Il Risveglio. Per il resto si vedrà quello che il futuro ha in serbo.
16. Ora voglio farti una domanda che nessuno ti ha mai fatto ma che vorresti ti venisse fatta. Qual è? E qual è la risposta?
Mmm…caspita, difficile. Più che per una domanda, questo spazio voglio usarlo per ringraziare pubblicamente tutti quelli che mi stanno supportando in questa nuova avventura, anche solo con un piccolo gesto. 

“Grazie di cuore. E naturalmente grazie anche a Once Upon A Time a Book e a Eleonora.”
“Grazie a te, davvero di cuore Sara”. 😊

Ebbene sì signori miei siamo alle battute finali... quindi non mi resta che augurare a questa splendida persona ed autrice di continuare questa carriera nel migliore dei modi. Aspettiamo con ansia i tuoi romanzi!
Vi abbraccio tutti. A presto come sempre.
Eleonora ♥

0 comments

xoxo, Eleonora